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Isole ancora in viaggio
post pubblicato in ., il 26 dicembre 2006


Una serata all'insegna della Poesia quella tenutasi il 19 dicembre 2006 nella biblioteca comunale "Salvatore Mignano" di Gaeta (LT), cui ho assistito per Stradanove.net, in occasione della presentazione di "Isole ancora in viaggio", raccolta di versi curata dal professor Gennaro Tallini, docente di Metodologia della Critica all’Università di Chieti.
Si tratta di un volume con poesie di 35 autori residenti in terra agropontina ed in particolare a Gaeta, Formia e dintorni. Autori sconosciuti al grande pubblico, giovani speranze (sia dal punto di vista anagrafico che d'impegno letterario), selezionati dai curatori Sandra Cervone e Massimiliano Condreas, ma troviamo per lo più esordienti o chi, pur avendo pubblicato qualcosa anni fa, si era poi allontanato dalla scena.
La presentazione, inserita nell'ambito del "World Book Capital 2006", iniziativa regionale di promozione alla lettura, ha visto la presenza della dottoressa Graziella Zona, responsabile dei Servizi Culturali Integrati del Comune di Gaeta, e del professor Erasmo Vaudo, presidente del Centro Storico Culturale "Gaeta".
A condurre, i giornalisti Sandra Cervone e Giovambattista Albano.
Numeroso ed attento il pubblico che ha potuto ascoltare diverse poesie inserite nell'antologia. Quasi tutti gli autori sono interventuti e molti hanno letto direttamente una loro lirica. Per i più timidi o per qualcuno degli assenti ha letto direttamente Sandra Cervone.
Assente per impegni professionali il curatore Gennaro Tallini, impegnato in un convegno sulla storiografia medioevale organizzato dall'Università di Chieti.
Perché Isole ancora in viaggio? Perché quello del poeta è certo un viaggio (percorso) ma un viaggio mai definitivo o limitato ad un ambito preciso, dove il movimento stesso, l’onda, la marea si fanno parola, tensione espressiva metafisica e poi metafora.
Come notato dal prefatore, indicare le voci di questo secondo viaggio lirico (il primo volume è del 2005) significa centrare le parole del non-detto ed individuare una nuova destinazione contestualmente alla definizione di una seconda tappa in cui il poeta, il linguaggio e la realtà si dimensionano come aspetti non più descrittivi, ma parte integrante dell’io e dell’esistere.
Il bosco, il mare, il vento, pensati come entità immaginifiche ed espressive, infatti, si dimensionano in forma altra della propria vita, dei propri sentimenti, addirittura mostrati nella evidenza totale di un possesso, materiale e spirituale nello stesso tempo.
Le antologie poetiche sono sempre di gran moda e fanno registrare un significativo aumento di persone interessate a prendere parte ai relativi reading di presentazione. Forse una risposta inconscia alla frustrazione di dover vivere in un mondo devastato da bassezze e crudeltà di ogni genere.
La poesia è un modo di riscoprire la bellezza che abita nei nostri cuori.


Isole ancora in viaggio, Autori Vari, Giulio Perrone Editore, pagg. 132, Euro




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Isole ancora in viaggio: resoconto di un evento
post pubblicato in ., il 21 dicembre 2006


http://parvapolis.panservice.it/index.php3?idnotizia=31041



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Regali di Natale per tutti (ovvero i Racconti del Fer)
post pubblicato in ., il 17 dicembre 2006


Cari amici,

è Natale e il vostro affezionatissimo Fer ha pensato ad un dono spero gradito per tutti voi.


Nei prossimi giorni pubblicherò in questo blog alcuni dei miei racconti di maggior successo, affinché voi possiate stamparveli su word comodamente seduti a casa vostra, senza andare in libreria e senza spendere un cent.
Un modo per ringraziarvi della vostra attenzione.
Stampate, leggete e fate leggere ai vostri amici!

Buon Natale!

(Fernando)




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Il Fer in mostra a Gaeta :-)
post pubblicato in ., il 15 dicembre 2006


Chi desidera conoscermi e confrontarsi circa i miei racconti, poesie et similia, può farlo il 19 dicembre qui =

ciao, siete tutti invitati
(Fernando Bassoli)



REGIONE LAZIO- Torino Capitale Mondiale del Libro con Roma: due città da sfogliare

SISTEMA BIBLIOTECARIO SUD PONTINO

SERVIZI CULTURALI INTEGRATI -Comune di Gaeta Assessorato alla Cultura - Centro Storico Culturale Gaeta

GIULIO PERRONE EDITORE

 

presentano:

 

"ISOLE ancora IN VIAGGIO" : antologia poetica curata dal prof.GENNARO TALLINI



Isole ancora in viaggio
 

Gaeta, 19 dicembre 2006 - ore 17

Biblioteca Comunale "Salvatore Mignano", via Annunziata 7-21

 

Interverranno: Giulio Perrone, Gennaro Tallini, Sandra Cervone ed i poeti presenti nell'antologia.

 

L'ingresso è libero.

 

L'incontro culturale si inserisce nel "World Book Capital 2006", iniziativa regionale di promozione alla lettura.

 

 

*************

 

Comunicato stampa:

S'intitola "Isole ancora in viaggio", la nuova raccolta della collana "l'Antologica" dell'editore romano Giulio Perrone. Curata dal professor Gennaro Tallini, in collaborazione con i poeti pontini Sandra Cervone e Massimiliano Condreas, comprende liriche di 35 autori residenti in terra pontina ed in particolare a Gaeta, Formia e dintorni. Autori sconosciuti al grande pubblico ma animati dal grande amore per la Poesia. Se qualcuno ha già pubblicato, la maggioranza è costituita da giovani speranze (sia dal punto di vista anagrafico che d'impegno letterario). Non mancano personalità note come Fernando Bassoli di Latina o Irene Sparagna di Minturno, ma troviamo per lo più esordienti o chi, pur avendo pubblicato qualcosa anni fa, si era poi allontanato dalla scena letteraria. Questi i poeti presenti nell'antologia: Patrizia Altobelli, Giuseppe Ausoni, Marco Avico, Fernando Bassoli, Marianna Bellettini, Eufrasio Burzi, Vincenzo Casaregola, Franco Chirco, Max Condreas, Antonietta De Luca, Pamela Di Mambro, Marco Di Milla, Gioacchino Di Perna, Marco Filosa, Emanuele Forcina, Anna Galise, Adriano Incollingo, Virginia Lonardo, Simone Lucciola, Giuseppina Mazza, Salvatore Mola, Silvia Ovis, Riccardo Paparella, Raffaele e Simona Piccolo, Regina, Alessio Rizzitiello, Nicolas Georges Santoro, Ambra Simeone, Irene Sparagna, Ferdinando Staiano, Amalia Tagliaferri, Loredana Traniello, Francesca Tripodi e Luca Viglialoro. 

L'antologia sarà presentata a Gaeta martedì 19 dicembre, alle ore 17, presso la biblioteca comunale "Salvatore Mignano" (via Annunziata 7-21) nell'ambito del "World Book Capital 2006", iniziativa regionale di promozione alla lettura e nel corso delle manifestazioni natalizie organizzate dai Servizi Culturali Integrati del Comune di Gaeta


 

organizzazione di

SANDRA CERVONE 




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Le poesie di Max Condreas
post pubblicato in ., il 14 dicembre 2006


http://www.telefree.it/news.php?op=view&id=37462

di Sandra Cervone

sos editore (serio) cercasi



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Speciale Montale
post pubblicato in ., il 9 dicembre 2006


ovvero: Della condizione del poeta...

http://lafrusta.homestead.com/rec_montale.html



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Poesia: Isole ancora in viaggio
post pubblicato in ., il 8 dicembre 2006


più libri più liberi

Eccovi un'anteprima de "Isole ancora in viaggio"

 

Non ci sono (più) parole

 

Colorazioni degradate

Affiorano sconce

Mirando blande

Blasfeme intenzioni

Inibite oasi di scettici mentori

Assenti presenze

Malgrado residue desistenze

Oppositori disillusi

Tenaci controcanti

Umili ossimori

Trappole riottose

Trottole efferate

Obnubilate rinunce


(Fernando Bassoli)

Isole ancora in viaggio



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ISOLE IN VIAGGIO 2 - presto in libreria
post pubblicato in ., il 27 novembre 2006




Il Golfo di Gaeta si conferma "territorio ricco di esperienze poetiche e vivacità culturali". Lo dimostra "Isole in viaggio/2", la nuova raccolta curata dal professor Gennaro Tallini per l'editore romano Giulio Perrone. Una raccolta di versi di trentacinque autori residenti in
Gaeta, Formia e dintorni che va ad arricchire la prima edizione, pubblicata nel 2005, presentando tre liriche per ogni poeta "nato in terra pontina o ivi residente per ragioni di lavoro o affettive". Poeti sconosciuti al grande pubblico o da poco inseriti nel variegato universo dell'arte dello scrivere, tutti animati da grande amore per la Poesia. Se qualcuno ha già pubblicato, la maggioranza è costituita da giovani speranze (sia dal punto di vista anagrafico che d'impegno letterario). Non mancano personalità note nel panorama culturale del Golfo (vedi Fernando Bassoli di Latina ed Irene Sparagna di Minturno), ma - rispetto alla prima edizione - troviamo soprattutto "nuove leve" della scrittura o graditi "ritorni" di autori che, dopo aver pubblicato anni fa, si erano allontanati - per ragioni varie - dal loro stesso pubblico. "Anche questa volta - spiega il curatore Gennaro Tallini, autore della prefazione - hanno collaborato nella selezione dei poeti Sandra Cervone e Massimiliano Condreas che ringrazio". I poeti presenti in "Isole in viaggio/2" sono: Patrizia Altobelli, Giuseppe Ausoni, Marco Avico, Fernando Bassoli, Marianna Bellettini, Eufrasio Burzi, Vincenzo Casaregola, Franco Chirco, Max Condreas, Antonietta De Luca, Pamela Di Mambro, Marco Di Milla, Giovanni Di Perna, Marco Filosa, Emanuele Forcina, Anna Galise, Adriano Incollingo, Virginia Lonardo, Simone Lucciola, Giuseppina Mazza, Salvatore Mola, Silvia Ovis, Riccardo Paparella, Raffaele e Simona Piccolo, Regina, Alessio Rizzitiello, Nicolas Georges Santoro, Ambra Simeone, Irene Sparagna, Ferdinando Staiano, Amalia Tagliaferri, Loredana Traniello, Francesca Tripodi e Luca Viglialoro. 


 

in foto: irene sparagna

(Sandra Cervone de Il Messaggero)




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Il festival del gatto continua!!! Spettacolooooo
post pubblicato in ., il 15 novembre 2006




e questa gatta qui è la mia Ali (Alina)
Dico, ma vi rendete conto???



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L'Éternité
post pubblicato in ., il 15 ottobre 2006


 

Arthur Rimbaud

(Charleville 1854 - Marsiglia 1891)

L'eternità

È ritrovata.
Che? - L'eternità.
Il mare andato
insieme al Sole.

Anima, mia scolta,
confessiamo adagio
che la notte è nulla
e il giorno di fuoco.

Da umani suffragi,
da slanci comuni
là tu ti sprigioni
e libera voli.

Ormai da voi soli,
tizzoni di raso,
s'esala il Dovere
né si dice: alfine!

Là niente speranza,
nessun orietur,
Scienza con pazienza,
il supplizio è sicuro.

È ritrovata
Che? - L'eternità.
Il mare andato
insieme al Sole.

 

[da Ultimi versi]

 

 

L'Éternité

Elle est retrouvée.
Quoi? - L'Éternité.
C'est la mer allée
Avec le soleil.

Ame sentinelle,
Murmurons l'aveu
De la nuit si nulle
Et du jour en feu.

Des humains suffrages,
Des communs élans
Là tu te dégages
Et voles selon.

Puisque de vous seules,
Braises de satin,
Le Devoir s'exhale
Sans qu'on dise: enfin.

Là pas d'espérance,
Nul orietur.
Science avec patience,
Le supplice est sur.

Elle est retrouvée.
Quoi? - L'Éternité.
C'est la mer allée
Avec le soleil.

[da Derniers vers]




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by Giuseppe Arcimboldo
post pubblicato in ., il 13 ottobre 2006




Che spettacolo!



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Poesia = Isole in viaggio, volume II
post pubblicato in ., il 10 ottobre 2006


Raccoglie poesie di trentacinque autori residenti a Gaeta, Formia e dintorni l'antologia "Isole in viaggio/2" che sta per uscire a cura del professor Gennaro Tallini e per i tipi dell'Editore Giulio Perrone di Roma. Una sorta di "seconda puntata" della raccolta di versi di 54 poeti del Golfo pubblicata nel 2005. Questa volta, però, ogni autore è presente con tre poesie invece di una pur se permane l'obiettivo di "dimostrare la vivacità culturale e letteraria di un territorio ricco di esperienze poetiche e culturali in genere". Il nucleo portante del volume resta, infatti, costituito da autori che sono nati, vivono e lavorano in terra Pontina e che, sebbene sconosciuti al grande pubblico o da poco inseriti nel variegato universo dell'arte dello scrivere, sono animati da un unico, grande, amore: quello per la Poesia. Pochi, infatti, hanno già pubblicato: la maggior parte è costituita da giovani speranze dell'Arte Poetica (sia dal punto di vista anagrafico che d'impegno letterario), desiderosi di leggere e farsi leggere, confrontarsi e scambiare esperienze con chi, come loro, non può più fare a meno di riportare su fogli bianchi pensieri e sensazioni, dolori e delusioni, idee e convinzioni, proposte e proteste. Non mancano personalità già nota nel panorama culturale del Golfo, ma -rispetto alla prima edizione- troviamo soprattutto "nuove leve" della scrittura o graditi "ritorni" di autori che, dopo aver pubblicato qualcosa anni fa, si erano allontanati -per ragioni varie- dal loro stesso pubblico. "Anche questa volta -spiega il curatore Gennaro Tallini, autore della prefazione- hanno collaborato con me nella scelta dei versi e nella selezione dei poeti Sandra Cervone e Massimiliano Condreas che ringrazio veramente di cuore". Soddisfatto anche l'editore Giulio Perrone che, dopo il successo del primo volume, non ha esitato ad ampliare l'originale progetto per andare più in profondità nelle pieghe del tessuto socio-culturale e creativo di un territorio che, senza alcun dubbio, si conferma denso di interesse letterario e di maturità umana ed artistica. Gli autori presenti in "Isole in viaggio/2" sono: Patrizia Altobelli, Giuseppe Ausoni, Maco Avico, Fernando Bassoli, Marianna Bellettini, Eufrasio Burzi, Vincenzo Casaregola, Franco Chirco, Max Condreas, Antonietta De Luca, Pamela Di Mambro, Marco Di Milla, Giovanni Di Perna, Marco Filosa, Emanuele Forcina, Anna Galise, Adriano Incollingo, Virginia Lonardo, Simone Lucciola, Giuseppina Mazza, Salvatore Mola, Silvia Ovis, Riccardo Paparella, Raffaele e Simona Piccolo, Regina, Alessio Rizzitiello, Nicolas Georges Santoro, Ambra Simeone, Irene Sparagna, Ferdinando Staiano, Amalia Tagliaferri, Loredana Traniello, Francesca Tripodi e Luca Viglialoro. 


(Sandra Cervone - Il Messaggero)




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Pillole di poesia by Anonima Scrittori
post pubblicato in ., il 8 ottobre 2006



Copertina pillole di Poesia realizzata.
Riproduce un quadro esposto alla National Gallery di Londra, dipinto da Quinten Massys, un fiammingo vissuto a cavallo tra 400 e 500. La macchia viola sul naso non l'ho aggiunta io, in caso vi pensaste Laughing
S'intitola "Vecchia grottesca", e rappresenta una di quelle tardone che si pensano ancora di essere gran fiche e partono all'acchiappo con i gentiluomini un po' ubriachi*. Mio fratello dice che sembra la nonna di Ranxerox, e devo dire che qualche ragione ce l'ha anche lui...

*immaginatevi le taverne olandesi del 500, scure ed immerse nella nebbia, illuminate da fiamme vive e piene di marinai ed e avventurieri che naufragavano ricordi nell'alcol. Voi siete li, accasciati da birra e ginepro su una panca di legno, e all'improvviso, nel buio, ti spunta fuori una così....

Vi partecipo anche io...



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dedicato ad un gran poeta
post pubblicato in ., il 24 febbraio 2006





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omaggio a Mario Luzi
post pubblicato in ., il 13 febbraio 2006


Nulla di ciò che accade e non ha volto

 

 

 

 

Nulla di ciò che accade e non ha volto

e nulla che precipiti puro, immune da traccia,

percettibile solo alla pietà

come te mi significa la morte.

Il vento ricco oscilla corrugato

sui vetri, finge estatiche presenze

e un oriente bianco s’esala

nei quadrivi di febbre lastricati.

Dalla pioggia alle candide schiarite

si levano allo sguardo variopinto

blocchi d’aria in festevoli distanze.

Apparire e sparire è una chimera.

È questa l’ora tua, è l’ora di quei re

sismici il cui trono è il movimento,

insensibili se non al freddo di morte

che lasciano nel sangue all’improvviso.

Loro sede fulminea è qualche specchio

assorto nella sera, ivi si incontrano,

ivi si riconoscono in un battito.

Sei certa ed ingannevole, è vano che io ti cerchi,

ti persegua di là dai fortilizi,

dalle guglie riflesse negli asfalti,

nei luoghi ove l’amore non può giungere

né la dimenticanza di se stessi.

 

Notizie a Giuseppina dopo tanti anni

 

 

 

 

Che speri, che ti riprometti, amica,

se torni per così cupo viaggio

fin qua dove nel sole le burrasche

hanno una voce altissima abbrunata,

di gelsomino odorano e di frane?

Mi trovo qui a questa età che sai,

né giovane né vecchio, attendo, guardo

questa vicissitudine sospesa;

non so più quel che volli o mi fu imposto,

entri nei miei pensieri e ne esci illesa.

Tutto l’altro che deve essere è ancora,

il fiume scorre, la campagna varia,

grandina, spiove, qualche cane latra,

esce la luna, niente si riscuote,

niente dal lungo sonno avventuroso.

 

 

Ma nella voce tua

 

 

 

Sotto nuvole e platani, se annotta

e la città si affolla alle sue porte,

improvviso nel vento umido e ricco

scoppia il germe nei tuoi sensi del mare,

fiore intenso reciso dallo spazio.

È la tua patria, è quella delle rondini

quando a schiere sotto l’iride bassa

sfrecciano dal piovoso blu sorgivo,

beccano insetti cupi, stille ardenti,

grano che volge in cielo senza fine.

Se non fosse che tu dici Fiandra

o Nicea o altro luogo di cui parla,

terra vera o di sogno, il portolano,

mi perderei arreso a quella forza

che replica la vita, per cui tutto

brucia, si strugge e torna al suo principio.

Ma nella voce tua s’aprono colli

pietosi e vie per dove ci si immagina

desti in un’invincibile presenza;

di tutti i modi tristi di durare

ci siamo noi raccolti in questo, certo

il più tremendo, che non spera quiete.

 

La sera non è più la tua canzone

 

 

 

La sera non è più la tua canzone,

è questa roccia d’ombra traforata

dai lumi e dalle voci senza fine,

la quiete di una cosa già pensata.

Ah questa luce viva e chiara viene

solo date, sei tu così vicina

al vero d’una cosa conosciuta,

per nome hai una parola che è passata

sull’intimo del cuore e s’è perduta.

Caduto è più che un segno della vita,

riposi, dal viaggio sei tornata

dentro di te, sei scesa in questa pura

sostanza così tua, così romita

nel silenzio dell’essere, compiuta.

L’aria tace ed il tempo dietro a te

si leva come un’arida montagna

dove vaga il tuo spirito e si perde,

un vento raro scivola e ristagna.

(Mario Luzi)




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Accompagnando un amico
post pubblicato in ., il 3 febbraio 2006


Li Po

Cina

Accompagnando un amico

 

Dove il verde dei monti chiude i sobborghi a nord,
e le albeggianti acque si snodano alle mura d'oriente,
è il luogo per dirci addio
come solitarie piante palustri.

La nuvola passa a immagine del tuo peregrinare,
col sole del tramonto, viene il pensiero dell'amico caro.
Diamoci qua la mano, ciascuno va per la sua via.
C'insegue il nitrito del cavallo che il compagno richiama.




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A sé stesso by Leopardimmortale
post pubblicato in ., il 3 febbraio 2006


Giacomo Leopardi

Italia

C.XXVIII -  A SE STESSO

 

Or poserai per sempre,

stanco mio cor.  Perí l’inganno estremo,

ch’eterno io mi credei.  Perí.  Ben sento,

in noi di cari inganni,

non che la speme, il desiderio é spento.

Posa per sempre.  Assai

palpitasti.  Non val cosa nessuna

i moti tuoi, né di sospiri é degna

la terra.  Amaro e noia

la vita, altro mai nulla; e fango é il mondo.

T’acqueta omai.  Dispera

l’ultima volta.  Al gener nostro il fato

non donó che il morire.  Omai disprezza

te, la natura, il brutto

poter che, ascoso, a comun danno impera,

e l’infinita vanitá del tutto.




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Sfavillio
post pubblicato in ., il 9 dicembre 2005


Letargico rimembrante crepitio di voci. Lunatiche arborescenze celesti. Sfavillante sospirare lamentoso di braci fosforescenti vivide. Solitudini medicamentose sedimentano lievi nel tepore vellutato di un cielo illune. Brame brumose livide escoriazioni perlacee sospiranti tensioni scintillano su una spiaggia di nuvole.

Il cielo, in fondo, è solo un prato di stelle.

(Fer)




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GHIRIGORI VERITIERI by Fer
post pubblicato in ., il 7 ottobre 2005


Nel balenìo rosato e tiepido soffuso
ondeggiando ribelle, a ghirigori,
sbaciucchiando la pelle di seta,
scolorando pallido tra i viali ombrosi
ronzando, guizzando senza scampo,
fiancheggiando la luna che lampeggia,
gelida anch’essa nella notte zingara
di velluto lilla germogliante
come il seme della follia
ci dev’essere un Dio:

geme, tremolando insonne.



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La Rivista Carmina
post pubblicato in ., il 3 ottobre 2005


IL FOGLIO LETTERARIO & EDIZIONI IL FOGLIO
Rivista fondata nel 1999 /Casa Editrice fondata nel 2003

DISPONIBILE LA NUOVA RIVISTA DI POESIA DELLE EDIZIONI IL FOGLIO

Carmina 2- supplemento di poesia - euro 5,00

Fabrizio Manini subentra al precedente direttore dimissionario e ne continua l?opera. Carmina è nato come un supplemento biannuale a Il Foglio Letterario, e tale cercheremo di farlo rimanere, anche se per motivi redazionali può capitare che non rispetti le scadenze previste. Su questo numero trovate varie interviste realizzate dai nostri redattori a Luca Frudà, a Maria Luisa Spaziani, a Ivan Fedeli. Ci sono le recensioni di Maurizio Maggioni e di Gabriele Dadati. Ci sono articoli di critica letteraria su Eugenio Montale, su Paul Verlaine e su Mario Luzi, scomparso recentemente. Gordiano Lupi ci parla dei poeti cubani (in particolare di William Navarrete) e di Daniele Boccardi.  Ci sono, come sempre, la pagina di Maribruna Toni e di Peter Russell. Stefano Santangelo continua il suo viaggio tra gli Indiani d?America. La Piccola Antologia vede i contributi di Elena Gastaldi, Anna Salvetti, Federico Guerrini, Giuseppe Budetta, Luca Colognoli, Maurizio Maggioni, Nunzio Festa, Andrea Panerini. Inoltre viene bandita la prima edizione del concorso di poesia ?Verbis et Carmine?, una frase di Orazio che significa con parole  magiche; i dettagli sono a pagina 23.




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Alchimie
post pubblicato in ., il 24 settembre 2005


Silenziosi sospiri d’amanti vibrando

Osmosi di simboli simbiosi d’anime

(ferpoeta)



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Trame (poesia)
post pubblicato in ., il 30 agosto 2005




http://old.roxybar.it/poesie/fernandobassoli01.htm



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La notte e l’anima (Rainer Maria Rilke)
post pubblicato in ., il 30 agosto 2005


In grembo alla notte nevosa, d'argento,
immensa si stende dormendo, ogni cosa.

Solo una eterna sofferenza è desta
dentro l'anima mia.

E mi domandi perché mai si tace
l'anima mia, senza versarsi in grembo
alla notte che sogna?

Colma di me, traboccherebbe tutta
a spegnere le stelle.



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Lettera
post pubblicato in ., il 7 agosto 2005


Soffiami un bacio
voglio vedere le tue labbra
danzare sotto il sole d'Estate

voglio vedere i tuoi occhi di luna
sotto il cielo notturno di Luglio.

Soffiami un bacio
anche se sei lontano...
sarà il vento a portarmi il tuo profumo.

Voglio tutta la tua essenza
bere la tua dolcezza
ubriacarmi con la tua voce...

Soffiami un bacio
come un soffio leggero
che mi toglie il respiro...

Soffiami un bacio
e nulla poi ti chiederò più
perché uno solo dei tuoi baci
vale più di mille carezze...

(by Anna Maria Cataleta, Bari)



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Le ceneri di Gramsci
post pubblicato in ., il 26 giugno 2005


Le ceneri di Gramsci di Pier Paolo Pasolini
testo proposto e trascritto da Alessandro Paris


I

Non è di maggio questa impura aria

che il buio giardino straniero
fa ancora più buio, o l'abbaglia

con cieche schiarite... questo cielo
di bave sopra gli attici giallini
che in semicerchi immensi fanno velo

alle curve del Tevere, ai turchini
monti del Lazio... Spande una mortale
pace, disamorata come i nostri destini,

tra le vecchie muraglie l'autunnale
maggio. In esso c'è il grigiore del mondo,
la fine del decennio in cui ci appare

tra le macerie finito il profondo
e ingenuo sforzo di rifare la vita;
il silenzio, fradicio e infecondo...

Tu giovane, in quel maggio in cui l'errore
era ancora vita, in quel maggio italiano
che alla vita aggiungeva almeno ardore,

quanto meno sventato e impuramente
sano
dei nostri padri - non padre, ma umile
fratello - già con la tua magra mano

delineavi l'ideale che illumina

(ma non per noi: tu morto, e noi
morti ugualmente, con te, nell'umido

giardino) questo silenzio. Non puoi,
lo vedi?, che riposare in questo sito
estraneo, ancora confinato. Noia

patrizia ti è intorno. E, sbiadito,
solo ti giunge qualche colpo d'incudine
dalle officine di Testaccio, sopito

nel vespro: tra misere tettoie, nudi
mucchi di latta, ferrivecchi, dove
cantando vizioso un garzone già chiude

la sua giornata, mentre intorno spiove.
II

Tra i due mondi, la tregua, in cui non
siamo.
Scelte, dedizioni... altro suono non hanno
ormai che questo del giardino gramo

e nobile, in cui caparbio l'inganno
che attutiva la vita resta nella morte.
Nei cerchi dei sarcofaghi non fanno

che mostrare la superstite sorte
di gente laica le laiche iscrizioni
in queste grigie pietre, corte

e imponenti. Ancora di passioni
sfrenate senza scandalo son arse
le ossa dei miliardari di nazioni

più grandi; ronzano, quasi mai
scomparse,
le ironie dei principi, dei pederasti,
i cui corpi sono nell'urne sparse

inceneriti e non ancora casti.
Qui il silenzio della morte è fede
di un civile silenzio di uomini rimasti

uomini, di un tedio che nel tedio
del Parco, discreto muta: e la città
che, indifferente, lo confina in mezzo

a tuguri e a chiese, empia nella pietà,
vi perde il suo splendore. La sua terra
grassa di ortiche e di legumi dà

questi magri cipressi, questa nera
umidità che chiazza i muri intorno
a smotti ghirigori di bosso, che la sera

rasserenando spegne in disadorni
sentori d'alga... quest'erbetta stenta
e inodora, dove violetta si sprofonda

l'atmosfera, con un brivido di menta,
o fieno marcio, e quieta vi prelude
con diurna malinconia, la spenta

trepidazione della notte. Rude
di clima, dolcissimo di storia, è
tra questi muri il suolo in cui trasuda

altro suolo; questo umido che
ricorda altro umido; e risuonano
- familiari da latitudini e

orizzonti dove inglesi selve coronano
laghi spersi nel cielo, tra praterie
verdi come fosforici biliardi o come

smeraldi: "And O ye Fountains..." - le pie
invocazioni...
III

Uno straccetto rosso, come quello
arrotolato al collo ai partigiani
e, presso l'urna, sul terreno cereo,

diversamente rossi, due gerani.
Lì tu stai, bandito e con dura eleganza
non cattolica, elencato tra estranei

morti: Le ceneri di Gramsci... Tra
speranza
e vecchia sfiducia, ti accosto, capitato
per caso in questa magra serra, innanzi

alla tua tomba, al tuo spirito restato
quaggiù tra questi liberi. (O è qualcosa
di diverso, forse, di più estasiato

e anche di più umile, ebbra simbiosi
d'adolescente di sesso con morte...)
E, da questo paese in cui non ebbe posa

la tua tensione, sento quale torto
- qui nella quiete delle tombe - e insieme
quale ragione - nell'inquieta sorte

nostra - tu avessi stilando le supreme
pagine nei giorni del tuo assassinio.
Ecco qui ad attestare il seme

non ancora disperso dell'antico dominio,
questi morti attaccati a un possesso
che affonda nei secoli il suo abominio

e la sua grandezza: e insieme, ossesso,
quel vibrare d'incudini, in sordina,
soffocato e accorante - dal dimesso

rione - ad attestarne la fine.
Ed ecco qui me stesso... povero, vestito
dei panni che i poveri adocchiano in
vetrine

dal rozzo splendore, e che ha smarrito
la sporcizia delle più sperdute strade,
delle panche dei tram, da cui stranito

è il mio giorno: mentre sempre più rade
ho di queste vacanze, nel tormento
del mantenermi in vita; e se mi accade

di amare il mondo non è che per violento
e ingenuo amore sensuale
così come, confuso adolescente, un tempo

l'odiai, se in esso mi feriva il male
borghese di me borghese: e ora, scisso
- con te - il mondo, oggetto non appare

di rancore e quasi di mistico
disprezzo, la parte che ne ha il potere?
Eppure senza il tuo rigore, sussisto

perché non scelgo. Vivo nel non volere
del tramontato dopoguerra: amando
il mondo che odio - nella sua miseria

sprezzante e perso - per un oscuro
scandalo
della coscienza...

IV
 

Lo scandalo del contraddirmi,
dell'essere
con te e contro te; con te nel core,
in luce, contro te nelle buie viscere;

del mio paterno stato traditore
- nel pensiero, in un'ombra di azione -
mi so ad esso attaccato nel calore

degli istinti, dell'estetica passione;
attratto da una vita proletaria
a te anteriore, è per me religione

la sua allegria, non la millenaria
sua lotta: la sua natura, non la sua
coscienza: è la forza originaria

dell'uomo, che nell'atto s'è perduta,
a darle l'ebbrezza della nostalgia,
una luce poetica: ed altro più

io non so dirne, che non sia
giusto ma non sincero, astratto
amore, non accorante simpatia...

Come i poveri povero, mi attacco
come loro a umilianti speranze,
come loro per vivere mi batto

ogni giorno. Ma nella desolante
mia condizione di diseredato,
io possiedo: ed è il più esaltante

dei possessi borghesi, lo stato
più assoluto. Ma come io possiedo la
storia,
essa mi possiede; ne sono illuminato:

ma a che serve la luce?

V
 

Non dico l'individuo, il fenomeno
dell'ardore sensuale e sentimentale...
altri vizi esso ha, altro è il nome

e la fatalità del suo peccare...
Ma in esso impastati quali comuni,
prenatali vizi, e quale

oggettivo peccato! Non sono immuni
gli interni e esterni atti, che lo fanno
incarnato alla vita, da nessuna

delle religioni che nella vita stanno,
ipoteca di morte, istituite
a ingannare la luce, a dar luce
all'inganno.
Destinate a esser seppellite
le sue spoglie al Verano, è cattolica
la sua lotta con esse: gesuitiche

le manie con cui dispone il cuore;
e ancor più dentro: ha bibliche astuzie
la sua coscienza... e ironico ardore

liberale... e rozza luce, tra i disgusti
di dandy provinciale, di provinciale
salute... Fino alle infime minuzie

in cui sfumano, nel fondo animale,
Autorità e Anarchia... Ben protetto
dall'impura virtù e dall'ebbro peccare,

difendendo una ingenuità di ossesso,
e con quale coscienza!, vive l'io: io,
vivo, eludendo la vita, con nel petto

il senso di una vita che sia oblio
accorante, violento... Ah come
capisco, muto nel fradicio brusio

del vento, qui dov'è muta Roma,
tra i cipressi stancamente sconvolti,
presso te, l'anima il cui graffito suona

Shelley... Come capisco il vortice
dei sentimenti, il capriccio (greco
nel cuore del patrizio, nordico

villeggiante) che lo inghiottì nel cieco
celeste del Tirreno; la carnale
gioia dell'avventura, estetica

e puerile: mentre prostrata l'Italia
come dentro il ventre di un'enorme
cicala, spalanca bianchi litorali,

sparsi nel Lazio di velate torme
di pini, barocchi, di giallognole
radure di ruchetta, dove dorme

col membro gonfio tra gli stracci un
sogno
goethiano, il giovincello ciociaro...
Nella Maremma, scuri, di stupende fogne

d'erbasaetta in cui si stampa chiaro
il nocciolo, pei viottoli che il buttero
della sua gioventù ricolma ignaro.

Ciecamente fragranti nelle asciutte
curve della Versilia, che sul mare
aggrovigliato, cieco, i tersi stucchi,

le tarsie lievi della sua pasquale
campagna interamente umana,
espone, incupita sul Cinquale,

dipanata sotto le torride Apuane,
i blu vitrei sul rosa... Di scogli,
frane, sconvolti, come per un panico

di fragranza, nella Riviera, molle,
erta, dove il sole lotta con la brezza
a dar suprema soavità agli olii

del mare... E intorno ronza di lietezza
lo sterminato strumento a percussione
del sesso e della luce: così avvezza

ne è l'Italia che non ne trema, come
morta nella sua vita: gridano caldi
da centinaia di porti il nome

del compagno i giovinetti madidi
nel bruno della faccia, tra la gente
rivierasca, presso orti di cardi,

in luride spiaggette...

Mi chiederai tu, morto disadorno,
d'abbandonare questa disperata
passione di essere nel mondo?

VI

Me ne vado, ti lascio nella sera
che, benché triste, così dolce scende
per noi viventi, con la luce cerea

che al quartiere in penombra si
rapprende.
E lo sommuove. Lo fa più grande, vuoto,
intorno, e, più lontano, lo riaccende

di una vita smaniosa che del roco
rotolio dei tram, dei gridi umani,
dialettali, fa un concerto fioco

e assoluto. E senti come in quei lontani
esseri che, in vita, gridano, ridono,
in quei loro veicoli, in quei grami

caseggiati dove si consuma l'infido
ed espansivo dono dell'esistenza -
quella vita non è che un brivido;

corporea, collettiva presenza;
senti il mancare di ogni religione
vera; non vita, ma sopravvivenza

- forse più lieta della vita - come
d'un popolo di animali, nel cui arcano
orgasmo non ci sia altra passione

che per l'operare quotidiano:
umile fervore cui dà un senso di festa
l'umile corruzione. Quanto più è vano

- in questo vuoto della storia, in questa
ronzante pausa in cui la vita tace -
ogni ideale, meglio è manifesta

la stupenda, adusta sensualità
quasi alessandrina, che tutto minia
e impuramente accende, quando qua

nel mondo, qualcosa crolla, e si trascina
il mondo, nella penombra, rientrando
in vuote piazze, in scorate officine...

Già si accendono i lumi, costellando
Via Zabaglia, Via Franklin, l'intero
Testaccio, disadorno tra il suo grande

lurido monte, i lungoteveri, il nero
fondale, oltre il fiume, che Monteverde
ammassa o sfuma invisibile sul cielo.

Diademi di lumi che si perdono,
smaglianti, e freddi di tristezza
quasi marina... Manca poco alla cena;

brillano i rari autobus del quartiere,
con grappoli d'operai agli sportelli,
e gruppi di militari vanno, senza fretta,

verso il monte che cela in mezzo a sterri
fradici e mucchi secchi d'immondizia
nell'ombra, rintanate zoccolette

che aspettano irose sopra la sporcizia
afrodisiaca: e, non lontano, tra casette
abusive ai margini del monte, o in mezzo

a palazzi, quasi a mondi, dei ragazzi
leggeri come stracci giocano alla brezza
non più fredda, primaverile; ardenti

di sventatezza giovanile la romanesca
loro sera di maggio scuri adolescenti
fischiano pei marciapiedi, nella festa

vespertina; e scrosciano le
saracinesche
dei garages di schianto, gioiosamente,
se il buio ha resa serena la sera,

e in mezzo ai platani di Piazza Testaccio
il vento che cade in tremiti di bufera,
è ben dolce, benché radendo i capellacci

e i tufi del Macello, vi si imbeva
di sangue marcio, e per ogni dove
agiti rifiuti e odore di miseria.

È un brusio la vita, e questi persi
in essa, la perdono serenamente,
se il cuore ne hanno pieno: a godersi

eccoli, miseri, la sera: e potente
in essi, inermi, per essi, il mito
rinasce... Ma io, con il cuore cosciente

di chi soltanto nella storia ha vita,
potrò mai più con pura passione operare,
se so che la nostra storia è finita?

1954
Gramsci è sepolto in una piccola tomba del Cimitero degli Inglesi, tra Porta San Paolo e Testaccio, non lontano dalla tomba di Shelley. Sul cippo si leggono solo le parole: "Cinera Gramsci" con le date.
.




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La paratassi coordinata asindeticamente esalta la linearità del costrutto
post pubblicato in ., il 6 giugno 2005


Mimesi foniche
Allitterazioni
Onomatopee
Deverbali a suffisso zero
Fini disseminazioni sintagmatiche
Zoff Gentile Cabrini
Oriali Collovati Scirea +
Conti Tardelli Rossi
Antognoni e Graziani
Allenatore: Enzo Bearzot
Campioni del mondo (3)
Torotorototrix torotorototrix
Chi non salta cazzabubbolo è… è…

(fer)




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Poesia: Isole in viaggio (Perrone Editore)
post pubblicato in ., il 13 maggio 2005


“Ogni testo è uno scoglio o un’isola a sé stante, percepita come unicum indipendente e nello stesso tempo come complesso e sovrastrutturato insieme di problematiche… non evidente che cerca la propria visibilità…uno ad uno gli autori, attraverso un bradisismo lento, imponente, inesorabile e progressivo, fatto di semplici anafore, emergono con i loro ritmi linguistici, lenti e ossessivi, senza muovere onde, senza creare sconvolgimenti epocali e violenti…” osserva in prefazione il prof. Gennaro Tallini. Se l’isolamento dinamico (involontario? Inconsapevole?) dei singoli autori (isolati) appare evidente, deve aggiungersi che la sensazione provata dal lettore è più che altro quella di trovarsi dinanzi ad un variopinto acquario, nel quale i singoli pesci-poeti vivono per l’appunto un’individualità ovattata, nonostante la circoscritta condivisione di uno spazio espressivo comune.
“Il percorso creativo parte dall’area Aurunca, in cui la riflessione dei singoli autori s’innesta sulle ragioni politiche, storiche, sociali e culturali, in una sorta di grado zero del Novecento da cui poter ripartire – seguita il Tallini -. Si crea così una “linea aurunca”, nella stessa maniera in cui la presenza di molti intellettuali rinascimentali nella stessa zona, nel secondo ‘500, aveva determinato e rappresentato un punto di riferimento linguistico e letterario… in questo contesto, il mito del viandante, del Wanderer e della sua autodistruzione, dell’Io diviso e del fuggiasco, pur derivando dalla visione ottocentesca dello stesso problema, è però risolto in un’ottica contemporanea, comprendente la fine del superuomo e trasformante il mito del viaggio/poesia in un randagismo autodistruttivo che smembra l’io e lo rende inutile ad ogni stanzialità definitiva”.
L’analisi complessiva del docente – che si è soffermato anche sull’esegesi di taluni singoli testi - è piuttosto articolata e la sua comprensione è subordinata alla lettura integrale, ma quel che pare davvero di capire è che ad un’esigenza costante nell’uomo: quella di esprimere il proprio mondo interiore attraverso la Poesia, corrisponde un’oggettiva difficoltà di fare sistema e di dare corpo ad un lavoro comune. Ed è proprio per ovviare a questa difficoltà che esistono gli editori…
Dal punto di vista contenutistico, invece, ciò che preme rimarcare è che – in ritardo rispetto alla narrativa? Con maggiori oscillazioni? – anche la Poesia tout court pare aver compiuto la propria rivoluzione linguistica, abbandonando la grammatica lirica tralatizia, che il Bembo aveva codificato sull’autorità di Petrarca.
Per la cronaca, il volume è stato presentato ufficialmente in occasione di una serata tenutasi a Formia, presso l' Officina Culturale del Comune, il 6 maggio scorso, alle ore 19.
E' stato proprio Giulio Perrone, giovane editore di Roma, a sottolineare l'importanza dell'opera che, oltre ad accogliere poesie di 54 autori, rappresenta una sorta di laboratorio letterario che dovrà continuare nel tempo e che ha gettato le basi per un proficuo scambio culturale fra poeti già noti ed esordienti.
Anche il citato professor Tallini, docente di Metodologie della Critica presso la cattedra di Letteratura Italiana della Facoltà di Lingue dell'Università di Chieti, ha evidenziato l'importanza della raccolta antologica.
Tanti i temi trattati: da quello esistenziale, all'amore inteso nelle sue più variegate sfumature, dall'amicizia alla natura, dai ricordi alle attese. Ad introdurre la serata l'assessore alle politiche giovanile, Claudio Marciano, che ha creduto subito nel progetto e che ha voluto inserirlo nelle attività patrocinate dal Comune che guarda con interesse a tutto ciò che può migliorare la qualità della vita e favorire gli scambi generazionali. Moderatrice dell'incontro la poetessa e giornalista di Gaeta Sandra Cervone che ha anche letto alcune delle liriche contenute nell'antologia. E' stata lei, del resto, a collaborare col professor Tallini per la selezione delle poesie da pubblicare, affiancata da Massimiliano Condreas, poeta emergente di Formia. Ampio spazio alla lettura dei versi che ciascun autore ha presentato al folto pubblico. Presenti i poeti Patrizia Altobelli, Fortunato Assaiante, Fernando Bassoli, Marianna Bellettini, Vincenzo Casaregola, Franco Chirco, Max Condreas, Paolo D'Elia, Franco De Luca, Valentina e Marco Di Milla, Pasquale Di Nitto, Giovanni Fantasia, Marco Filosa, Anna Galise, Andrea Grieco, Adriano Incollingo, Simone Lucciola, Salvatore Mola, Giuseppe Napolitano, Giovanna Noia (autrice anche della copertina dell'antologia e dei quadri esposti nella sala), Silvia Ovis, Antonio Riciniello, Giovanni Russo, Ambra Simeone (con la telecamera di TMO), Annarosa Vanore e Angelo Zabaglio. Per Virginia Lonardo (gaetana residente a Bergamo) ha letto la poesia la sorella Angela. Sandra Cervone ha invece letto, fra le altre, le liriche di Simona Piccolo, Dino Staiano, Veste d'Argento e Regina. L'antologia costa 15 euro e si può trovare da Tuttilibri/Mondadori a Formia oppure ordinandone copia direttamente a Giulio Perrone Editore (direzione@giulioperroneditore.it).

 Autori vari, Isole in viaggio, Giulio Perrone Editore, a cura di Gennaro Tallini, pagg. 88, Euro 15,00
Immagine di copertina di Giovanna Noia (“Lontananze”)
www.giulioperroneditore.it
 




permalink | inviato da il 13/5/2005 alle 22:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Dal Marocco - 7
post pubblicato in ., il 8 maggio 2005


Attesa di un passaggio di luoghi,
di un salto tra stati
Ripercorro volti e strade già della memoria
mentre scorrono nuovi orizzonti
sul mio finestrino...
Oggi sette ore di treno.

(Patty on the road)



permalink | inviato da il 8/5/2005 alle 19:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Dal Marocco - 4
post pubblicato in ., il 7 maggio 2005


Medina
Giardini sterminati di rose
Ai miei piedi ragnatele di Dio
Ovunque occhi
Tattili ardenti sfinenti
Figli dell'iconoclastia

(Patty)



permalink | inviato da il 7/5/2005 alle 20:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Il mondo ci guarda
post pubblicato in ., il 7 maggio 2005


Come molti di voi sapranno, ieri sera sono stato a Formia alla presentazione della silloge poetica "Isole in viaggio" (Perrone Editore) prefata dall'ottimo Gennaro Tallini.
Davvero una bella serata, durante la quale ho avuto modo di leggere la mia poesia "Sogno delirante". Ma la cosa più carina, a ben guardare, è stato sentire l'amica Sandra Cervone citare questo mio umile blog al momento di ringraziare i molti media che hanno sostenuto l'iniziativa.

Al ritorno ho dovuto condividere il viaggio con Angelo Zabaglio, ma non si può avere tutto dalla vita...
:-)



permalink | inviato da il 7/5/2005 alle 20:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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