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Le donne: come volevasi dimostrare
post pubblicato in ..., il 28 novembre 2006


Lo studio di una neuropsichiatra americana
Parole, le donne ne usano il triplo dei maschi
Il gentil sesso batte gli uomini 20 a 7 (mila) e mentre parla prova sensazioni paragonabili all'ebbrezza
 
SAN FRANCISCO (Usa) – Luann Brizendine, neuropsichiatra e direttrice di una clinica di San Francisco, ha pubblicato in un recente libro – The Female Brain (Il cervello femminile) – gli ultimi risultati della sua attività di ricerca sulle differenze tra sessi ricondotte a differenze nella fisiologia cerebrale. Il testo, ambizioso nel suo disegno generale e dettagliato nell'esposizione dei risultati, confronta le differenze tra il cervello maschile e quello femminile e le riconduce alla vita intra-uterina. Dall'attività degli ormoni sessuali nella formazione del cervello del feto dipenderebbe quindi la differenza tra le due materie grigie. La Brizendine considera quindi il cervello dei maschi e quello delle femmine "diversi per natura", e larga parte di questa differenza sarebbe riscontrabile nelle attività emotive e comunicative, soprattutto quelle verbali.

COMUNICARE LE EMOZIONI - «Le donne hanno un'autostrada a otto corsie per elaborare le emozioni, mentre gli uomini l'equivalente di un sentiero di campagna» sintetizza Brizandine; non c'è quindi da stupirsi nell'apprendere che in media le donne utilizzano il triplo delle parole proferite dagli uomini (20 mila contro 7 mila). E non ci si può sorprendere nemmeno del paragone che la neuropsichiatria avanza tra il piacere femminile della chiacchiera e la sensazione di soddisfazione tipiche dell'eroina: la chimica celebrale non è poi così dissimile secondo Brizendine. Inoltre le donne parlano più velocemente e impiegando più cellule cerebrali per farlo. La comunicazione però non si limita al solo parlare, ma anche all'ascolto, cosa di cui tiene conto anche il libro. Il testosterone, responsabile della silenziosità maschile, influisce anche sulla capacità di ascoltare il prossimo, limitandola. Forse un meccanismo di difesa – e di selezione naturale? – contro le chiacchierone.

NON COMUNICARE I TABOO – C'è però un'area del cervello che è più sviluppata in quello maschile: la capacità di pensare al sesso. Qui la situazione si capovolge: «gli uomini hanno l'equivalente di un aeroporto internazionale per gestire pensieri sul sesso, mentre le donne una piccola pista d'atterraggio provinciale abilitata per i piccoli velivoli». E forse in questa ulteriore differenza per genere è da ricercarsi anche parte della differenza comunicativa, gli uomini pensano a cose di cui non si può parlare così frequentemente, e per cui bastano poche parole, nei casi più felici introduttive all'azione, negli altri alla solitudine.

REAZIONE DEL MONDO ACCADEMICO – La ricezione del testo della Brizendine – che uscirà in Italia per i tipi di Rizzoli nel 2007 ­– non è stata unanimemente positiva nel mondo accademico; molti studiosi hanno avanzato critiche sulle tesi esposte, e considerano il ruolo del testosterone meno decisivo in termini di fisiologia cerebrale. Secondo questi studiosi le differenze tra le personalità maschili e femminili sono riconducibili al condizionamento sociale in cui gli esseri umani crescono. Deborah Cameron, professoressa di linguistica all'università di Oxford, pensa addirittura che non ci siano differenze di genere apprezzabili per quanto riguarda l'attività comunicativa verbale: "Se si raccolgono più dati e si aggregano più studi in materia si scopre che ci sono solo piccole differenze tra la quantità di parole proferite da uomini e donne". Ai due sessi ora il compito di discuterne, o di meditarci silenziosamente, a scelta.



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Arriva il generale inverno
post pubblicato in ..., il 24 novembre 2006


MILANO -- Dicembre sarà un mese freddo e piovoso, fin dall'inizio. E con qualche spolverata di neve. Sono queste le previsioni di Andrea Giuliacci del centro Epson meteo che parla dell'arrivo di una corrente di aria fredda dal nord a partire dal 3 dicembre. 

Gli ultimi giorni di novembre dunque, continueranno ad essere caratterizzati da temperature miti, leggeremente al di sopra della media stagionale. Ma le cose volgeranno al freddo con l'arrivo del primo fine settimana di dicembre, quello del 3 appunto.
 
Sarà un dicembre sicuramente più rigido e caratterizzato da «ingredienti» tipicamente invernali, spiega Giuliacci. Nel fine settimana del 3 dicembre ci sarà un brusco calo delle temperature (che ovunque torneranno nella norma se non leggermente al di sotto). E sulle Alpi, fino a quote più basse ci saranno nevicate.  
 
La punta di freddo però, spiegano sempre i meteorologi, si toccherà nel weekend successivo, quello del 10 dicembre che corrisponde, in gran parte dell'arco alpino, con l'apertura della stagione invernale.
 
In quel fine settimana le temperature scenderanno ovunque sotto la media stagionale, con gelate notturne anche in pianura (soprattutto al Centronord) e nevicate fino a quote basse sull'Appennino.
 
La prima parte di dicembre sarà anche piovosa soprattutto al centrosud. Nella seconda decade del mese (dal 10 al 20 dicembre) le temperature risaliranno leggermente. Pur restando nei valori tipici della stagione.  
 
Poi arrivano il Natale e le vacanze. Che succederà? "Le proiezioni a lungo termine - ha spiegato Giuliacci al Corriere della Sera - fanno pensare che anche il periodo natalizio sarà caratterizzato da tempo tipicamente invernale: quindi freddo e possibilità di qualche spolverata di neve".
 
Insomma, slitta e sci e direzione montagne...



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le frizioni culturali di un mondo che cambia
post pubblicato in ..., il 20 novembre 2006


http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/spettacoli_e_cultura/cattolici-contro-banfi/cattolici-contro-banfi/cattolici-contro-banfi.html



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Cosa Loro - di Beppe Grillo, dal suo blog
post pubblicato in ..., il 20 novembre 2006


Cosa Loro

squadra_antimafia.jpg

Hanno interrotto il dipendente del Consiglio Prodi durante gli Stati generali dell’antimafia. Mentre diceva che il governo sta adottando misure efficaci per combattere la mafia. Gli hanno gridato: “In Parlamento ci sono 25 persone con sentenze passate in giudizio!” e “Cacciate i deputati condannati in via definitiva dalla commissione Antimafia!”. Prodi ha reagito con il vigore di un tortellino bollito: “Vengono poste al presidente del Consiglio domande che andrebbero fatte al Parlamento”. Era impreparato, può succedere. Ma nascondersi dietro al Parlamento non si fa. E’ un’ammissione di impotenza. Se non sa rispondere a domande fondamentali per la democrazia non può rappresentarci.
Alla commissione Antimafia va cambiato il nome. In commissione AntiStato. Da quando esiste, le mafie sono in piena espansione. L’Antimafia ha due nuovi membri condannati in via definitiva: Pomicino, tangenti, e Vito, corruzione. I loro sponsor sono Dc-Psi e Forza Italia. Ma gli altri partiti sono stati a guardare.
C’è una frattura tra il Paese e questa gente, questi partiti. Una spaccatura che non si nutre più di speranze di cambiamento, ma di frustrazione e di rabbia. Non sono un veggente. Non so come andrà a finire. Ma sono pessimista. E un comico pessimista non è un bello spettacolo. Ex corruttori e ex tangentisti contro le mafie. Chi vincerà?
Voglio Provenzano all’Antimafia. Mi dà più fiducia. Si è esposto in prima persona e non ha mai invocato l’immunità parlamentare. Rispetto a questi è un galantuomo.

BEPPE GRILLO




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Difendere tutte le donne del mondo
post pubblicato in ..., il 20 novembre 2006


Arcilesbica Latina ricorda alla popolazione del capoluogo Pontino e a tutti gli abitanti della vasta provinciai numerosissimi omicidi e violenze fisiche, psicologiche, economiche e sessuali perpetrati da uomini ai danni di donne durante il corso di questo sfortunatissimo 2006.

Per non dimenticare gli omicidi: una ragazza incinta viene seppellita viva dall'amante, un fratello uccide la sorella la quale si era rifiutata di stare agli ordini matrimoniali dettati dalla propria famiglia, il Pakistano sgozza la figlia perchè troppo "occidentalizzata", il Parmigiano uccide a coltellate la fidanzata che lo aveva lasciato anni prima.

Per non dimenticare le violenze fisiche, sessuali, economiche e psicologiche: la ragazza lesbica picchiata in una scuola di Roma dopo aver ricevuto ingiunzioni di allontanamento dalla scuola stessa a mezzo di SCRITTE sui muri del bagno dell'istituto romano, Paola violentata perchè lesbica a Torre del Lago da due maschi che avevano "Faccetta nera" come suoneria del cellulare, la coppia lesbica della provincia di Brescia che da settimane subisce invasioni di domicilio, furti, scassi, danneggiamenti di auto sporcate con scritte omofobiche e svastiche; donne picchiate dai mariti per gelosia - anche a Latina - , donne che subiscono tutti i giorni pressioni psicologiche dai maschi della loro famiglia i quali le accusano di non essere buone madri, brave mogli e quindi di non essere donne come dicono loro (Dio, patria e famiglia), donne costrette a far favori sessuali per ricevere i posti di lavoro pubblici all'interno del territorio latinense, donne costrette a prostituirsi per mantenere mariti e figli sbronzi e fatti di cocaina che le picchiano in continuazione; donne che subiscono il sequestro del bancomat e la reclusione forzata in casa, quasi fossero proprietà di chi le reclude.

Per non dimenticare le offese telefoniche ad Arcilesbica Latina che sono state in un certo senso incoraggiate dai CARABINIERI di Latina i quali si sono rifiutati di accoglierne la denuncia, per non dimenticare le scritte omofobiche davanti a circoli dichiaratamente omosessuali, le svastiche dotate di scritte inneggianti alla violenza - "a morte i gay, le lesbiche, gli ebrei" sui muri di Latina e di ogni città d'Italia; per non dimenticare i genitori di molte delle nostre concittadine lesbiche i quali le hanno costrette a rinnegare il loro orientamento sessuale, pena l'allontanamento dalla casa d'origine; per non dimenticare che troppi ancora usano l'appellativo "LESBICA" come un'offesa volta a sminuire le donne alle quali viene rivolta. Per non dimenticare che ancora sono in giro quelli che pensano che "sesso debole" significhi "la donna è inferiore".

Arcilesbica Latina invita tutti quanti a ricordare la data del 25 novembre come simbolica, come un momento corale in cui tutti diciamo "NO ALLA VIOLENZA CONTRO TUTTE LE DONNE!"


(Daniela Campagna - Presidente Arcilesbica Latina "Le Zanzare")



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Un bel respiro profondo
post pubblicato in ..., il 16 novembre 2006


 

aria_di_veleni.jpg

Respiriamo veleni. Costruiamo fabbriche di veleni. Seppelliamo rifiuti tossici in mezza Italia. Trasformiamo le città in parcheggi e l’aria in ossido di carbonio. Chi inquina ti toglie la vita. Quanta? Non si sa. Di certo una modica quantità. Perchè lo fa? E’ sotto controllo. Non può reagire. I media lo tengono sotto ipnosi. Nella classifica mondiale le prime industrie sono il petrolio e le auto. L’opinione pubblica è creata da queste aziende. Dalla loro ideologia: il profitto. Gli italiani vogliono il loro posto al sole per le fabbriche di veleni. All’italiana. Non paga chi inquina, ma chi viene inquinato. E’ il business degli inceneritori. Commesse pubbliche, veleni privati. L’inceneritore non è una soluzione ai rifiuti. E’ una scorciatoia che trasforma l’organismo umano in rifiuto. I nostri dipendenti politici amano gli inceneritori. Ne vogliono uno per città. Porta lavoro, lavoro, lavoro. La grande mistica del lavoro della sinistra. La grande mistica del profitto della destra. Una mistica bipartisan. Gli inceneritori ci avvelenano.
La Regione Veneto e l’Istituto Oncologico Veneto con il Registro dei Tumori del Veneto, il Comune e la Provincia di Venezia hanno pubblicato uno studio: ‘Rischio di sarcoma in rapporto all’esposizione ambientale a diossine emesse dagli inceneritori’.
Le conclusioni:
- La Provincia di Venezia ha subito un massiccio inquinamento atmosferico da sostanze diossino-simili rilasciate dagli inceneritori...
- Nella popolazione esaminata risulta un significativo eccesso di rischio di sarcoma correlato sia alla durata che all’intensità dell’esposizione
- Gli inceneritori con più alto livello di emissioni in atmosfera sono stati quelli che bruciavano rifiuti urbani..

Chi costruisce inceneritori causa tumori. Va informato sui fatti e poi accompagnato alla porta o, se proprio insiste, rigassificato.

Beppe Grillo, dal suo blog

Beppe, Prodi e Tronchetti 




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In memoria di Angelo Frammartino, messaggero di pace volato in cielo
post pubblicato in ..., il 16 novembre 2006


Il centro Burj Al Luq Luq, Torre del Fenicottero, dove Angelo Frammartino, il giovane volontario accoltellato a Gerusalemme, stava partecipando a un campo di lavoro coordinato da Arci e Cgil. Il Centro è situato all'interno delle mura della città vecchia di Gerusalemme, nel quartiere arabo, abitato da famiglie povere e minoranze etniche, e porta avanti da anni progetti di recupero scolastico con i bambini del quartiere...




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Adulterio: che fare
post pubblicato in ..., il 15 novembre 2006


http://video.libero.it/app/play/index.html?id=7c874517249104d6d3d2a9b300f48781



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Dibattito su Angelo Frammartino in corso
post pubblicato in ..., il 13 novembre 2006


http://www.anonimascrittori.it/forum/viewtopic.php?t=752&postdays=0&postorder=asc&start=60

... si è fatto molto acceso...



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Una separazione ogni 4 minuti
post pubblicato in ..., il 11 novembre 2006


il pensiero di Rosa Manauzzi, scrittrice:

"Tre considerazioni: 1) prima le coppie tenevano perché l'uomo usciva a farsi i fatti propri e la donna, schiava, subiva in casa. Ora tutti e due escono a farsi i fatti propri. Tutti e due lavorano, hanno i soldi, trovano svaghi.
2) Oggi l'uomo, volendo mantenere una stupidissima idea di superiorità va volentieri con le nuove schiave e mette spesso a repentaglio il matrimonio (è sempre più l'uomo a tradire; la donna lo fa molto più raramente e se esce è perché, grazie a Dio, ha scoperto altri svaghi.) Lo dimostrano le povere schiave dei paesi africani e dell'Europa dell'est e lo dimostrano anche le aumentate violenze nei confronti dei minori. Non avere più potere in casa genere la voglia cieca di cercarlo altrove esercitando violenza sul più debole.
3) Le famiglie non reggono perché sono sempre stata la più grande balla dell'umanità. Si sono rette su poteri e sudditanze urlate e giustificate dal pulpito. Oggi l'essere umano ha scoperto le potenzialità della libertà. La donna le conosce in più sfumature perché le ha sognate da secoli (la gioia di u film al cinema, di una cena con le amiche, di una gita, ecc). L'uomo un giorno si sveglierà finalmente e scoprirà che non è vero che deve avere il ruolo del re, ma deve piuttosto riscoprire le piccole cose e accettare i suoi limiti nelle relazioni umane, valorizzando i sentimenti e non denigrando più il proprio e l'altrui corpo."

 

nella foto: Rosa Manauzzi


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Patty partecipa anche tu alla discussione.
Anche Candy Candy: dicci la tua.



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Sulla crescita zero
post pubblicato in ..., il 11 novembre 2006


Nella puntata di ieri di "Domani è tardi" condotta da Mario Adinolfi su Radio Città Futura, questo è stato il mio intervento via blog letto in trasmissione sul tema: perché gli italiani non fanno più figli?

"La verità è che tutti vogliono sentirsi giovani fino a 40-45 anni.
Non fare figli è un modo per non accettare l'invecchiamento e rifiutarne le responsabilità.
Anni di bombardamenti pubblicitari ci hanno trasformato in un popolo di narcisisti ed egoisti.
Non sappiamo più cosa è l'amore disinteressato."



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Una finanziaria miope per un paese a pecorina
post pubblicato in ..., il 10 novembre 2006



Che fare?
Espatriare?
Chiedere l'asilo politico?
Spacciarsi per extracomunitari e mettersi a lavare i vetri ai semafori?



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Perché le famiglie vanno in frantumi?
post pubblicato in ..., il 10 novembre 2006


Ecco il mio modesto commento sul perché in Italia ci si separa ogni 4 minuti letto da Mario Adinolfi nella sua trasmissione radio ("Domani è tardi") ieri sera:

Bisogna riflettere sul fatto che un tempo l'uomo manteneva la famiglia con uno stipendio solo, mentre oggi lavorano tutti e due e spesso non basta.
Secondo me la variabile economica incide molto sull'infelicità di coppia che porta alla separazione.

Voi che ne pensate?



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Un parlamento di basso profilo
post pubblicato in ..., il 8 novembre 2006


Non capisco proprio come, in un momento delicatissimo come la discussione sulla finanziaria, si possa dare tanto spazio sui media alla penosa querelle Gardini/Luxuria. questa classe politica deve vergognarsi. Che la Luxuria pisci dove le pare. Ma chi se ne frega!
Andate a lavorare!



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Napoli città aperta
post pubblicato in ..., il 8 novembre 2006


Molto interessante la trasmissione radio Voci nella notte di ieri, condotta da Michele Plastino, cui ho partecipato telefonicamente.
Dagli inviati a Napoli abbiamo appreso che alla domanda rivolta ad un ragazzo sul perché non indossava il casco (a Napoli non lo porta nessuno) ha fatto seguito la seguente risposta: "Perché sennò quando entro nel mio quartiere non vengo riconosciuto".
Esiste cioè un ferreo controllo da parte della malavita su chiunque entra ed esca da una determinata zona. Da qui l'esigenza di essere sempre riconoscibili.
E noi che pensavamo ai napoletani come a degli indisciplinati...



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Prevenire invece di curare
post pubblicato in ..., il 7 novembre 2006


L'esercito a Napoli equivale a chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati. Risolvere i problemi di Napoli è praticamente impossibile, ma di certo la strada da seguire è quella della prevenzione del crimine e non della sua repressione. Inutile poi osservare che gli effetti dell'indulto - grande porcata - si sono fatti sentire anche a Napoli. E non ci voleva un genio per immaginarlo.



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Sfumature
post pubblicato in ..., il 2 novembre 2006


Vi siete accorti che per connettersi ad un sito non è necessario scrivere www. ecc. ma basta scrivere ad esempio corriere.it o chatlatina.it o repubblica.it?

Cavolo ho digitato www. per anni davanti ad ogni indirizzo!
Chi mi risarcirà?  :-))))

L'homo digitalis ha diritto di sapere queste cose!



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Maria/Vika: ecco la verità
post pubblicato in ..., il 1 novembre 2006


GENOVA - "Sentire la voce di Maria è stata una emozione fortissima. Abbiamo letto il giornale e poi l'abbiamo sentita nelle registrazioni trasmesse da radio e tv. Non ci siamo persi neppure una parola". Alessandro Giusto e Maria Chiara Bornacin, genitori affidatari della piccola orfana bielorussa, non riescono a nascondere la loro gioia per aver sentito confermata dalla bimba, durante una intervista telefonica con un giornalista del 'Secolo XIX', la sua volontà di tornare in Italia. "Una volontà - spiega Alessandro Giusto - che Maria ha sempre espresso, da quattro anni almeno una volta alla settimana".  

   Maria (il vero nome è Vika) ha scambiato poche battute con il Secolo XIX nel corso di una telefonata a Zhodino, una cittadina tra Minsk e Borisov, in Bielorussia, dove da lunedì é ospite della famiglia che già ha in affidamento il fratellino Sasha.   "Ho scelto di vivere in Italia - dice la bimba, che ha chiesto di poter parlare in italiano -. Non so quando potrò tornare, vorrei adesso. Con il mio fratellino? No, Sasha no. Lui ha una famiglia".   Al giornalista che le ha portato i saluti della sua "mamma" genovese, Maria chiede di poterle parlare e poi alla gente di Cogoleto dice "voglio bene a tutti". Poi, quando le viene riferito che i giornali scrivono che lei vuole rimanere in Bielorussia, Maria risponde "No, io ho detto Italia. Non è vero che voglio rimanere con Sasha. E' una bugia".  

   Di lei dice di "stare bene" e che in Bielorussia "fa freddo". Poi racconta che all'istituto al quale è stata affidata dopo il suo rimpatrio forzato dall'Italia le hanno assicurato che "posso tornare".   "Dalle parole di Maria si intuisce che è serena, e questa é la cosa più importante" ha commentato Alessandro Giusto. "Abbiamo sempre detto che la soluzione temporanea di un affidamento alla famiglia che ospita il fratello fosse la cosa migliore; si tratta di un'ottima famiglia, che dà a Maria serenità".  

   Sul futuro di Maria-Vika, però, rimangono ancora molti punti interrogativi. La famiglia di Zhodino, intervistata dal 'Secolo', chiarisce di non essere disposta a tenere la bimba. "Non sappiamo se il governo ci aiuterà finanziariamente - ha detto Sergej Vasilevski -. Noi vogliamo bene ai bambini, ma ne abbiamo già due e lavoriamo. Insomma, preferiremmo che Vika tornasse in Italia".   Da Cogoleto, intanto, i Giusto confermano di essere disposti ad adottare anche Sasha, il fratello di Maria.
  
   "Siamo pronti ad ospitarlo, ma bisogna fare molta attenzione alla rete di sentimenti del bambino: lui ha già una famiglia affidataria in Bielorussia ed una in Italia. Bisognerebbe creare una rete di famiglie per rispettare i suoi sentimenti".   Dalla Bielorussia, comunque, non sono più giunte notizie ufficiali circa la pratica di adozione che la famiglia Giusto ha avviato da tempo nei confronti di Maria. "Non abbiamo sentito più nessuno - ammette Alessandro Giusto - ma speriamo che questa intervista possa rappresentare un passo avanti importante. Ora tutti sanno che Maria vuole tornare".

by ansa



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foto Pesci da Ponza
post pubblicato in ..., il 1 novembre 2006





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Prodi! Che cavolo fai?
post pubblicato in ..., il 30 ottobre 2006


Francamente sconcertante l'operato del Governo Prodi.
Se perfino i pensionati sono dovuti scendere in piazza per ottenere dei piccoli aumenti vuol dire proprio che questi poltici sono molto distanti dai problemi reali della gente.
Sarà un miracolo se approveranno la finanziaria.
Prodi/Schioppa mi hanno molto deluso, come del resto il Berlusca.
Urge un ricambio della classe politica a tutti i livelli.
questi politicastri devono capire che al cittadino non interessa sapere in quale wc urina la Luxuria. Il popolo vuole risposte concrete. Aumentare in modo significativo le pensioni minime sarebbe un primo passo molto importante.



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ITALIA E MAFIA: Italia sputtanata dalla BBC?
post pubblicato in ..., il 24 ottobre 2006


(di Rosa Manauzzi)

La Sicilia è in mano ai mafiosi? E come si fa a negarlo quando esistono video che fanno il giro del mondo? Incredibile come i cittadini amici della mafia proteggano le corse illegali dei cavalli nelle arterie principali della Sicilia:  amici della mafia salgono su ciclomotori e sulle automobili e circondano i contendenti in modo che non siano disturbati dalla polizia. Nessuno li ferma, invece loro si prendono la libertà di bloccare il traffico, di guidare la vita cittadina. La polizia è impotente e la gente non offre loro aiuto. La cosa peggiore è che certe notizie neppure le dicono in Italia!! Sono più importanti le cazzate e i pettegolezzi dei reality politici e non! Ma dico: abbiamo mai saputo nulla di queste corse che si svolgono tutti i weekend in Sicilia??? TUTTI i weekend!!! Corse clandestine, ma alla luce del sole, di cavalli e cavalieri mafiosi che si giocano fior di quattrini. Il giornalismo italiano deve vergognarsi per il silenzio! I politici di destra che amministrano in gran parte la Sicilia devono vergognarsi! I cittadini che continuano a votarli devono vergognarsi! E se la mafia li gioverna con tanta facilità forse se la meritano! E dalla Sicilia, con un bel ponte mafioso verso lo stivale, la mafia potrà raggiungerci con più facilità (e pure con l'aiuto di chi a sinistra porterà avanti il progetto del ponte). In fondo già ci circonda e ci infastidisce un governo che vuol far pagare i ricchi. Vuoi vedere che il giornalismo malato è mafioso? Vuoi vedere che chi non denuncia è mafioso?? Doveva pensarci la BBC a trasmettere le immagini della mafia italiana. Godetevi il piccolo video by BBC.
Shame on us!!! SHAME!


http://news.bbc.co.uk/2/hi/help/3681938.stm


Rosa Manauzzi

www.rosamanauzzi.ilcannocchiale.it




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un paese sull'orlo di una crisi di nervi
post pubblicato in ..., il 23 ottobre 2006


La finanziaria avanza a palazzo Madama, sul filo del rasoio
Rischio Senato: i numeri dell'Unione
Sulla carta la maggioranza può contare su 156 voti, come la Cdl. Le incognite legate ai dissidenti dei due Poli e ai senatori a vita
 
L'aula del Senato (Ap)
L'aula del Senato (Ap)


ROMA
- A palazzo Madama aumentano le incognite per il governo, dopo le dichiarazioni del senatore Fernando Rossi, che potrebbe non votare la Finanziaria. I margini diventano quindi sempre più esigui. La maggioranza, infatti, può contare su 101 senatori dell'Ulivo, 27 senatori di Rifondazione, 11 esponenti dei Verdi-Comunisti italiani (tra cui Rossi) e 10 componenti del gruppo per le Autonomie. Sono in tutto 149 senatori cui vanno aggiunti i componenti del gruppo misto che fanno parte della maggioranza, 4 senatori dell'Italia dei valori, 3 senatori dell'Udeur ed uno del Partito democratico meridionale (Fuda). La maggioranza, quindi, almeno sulla carta, può contare su 157 voti, cifra che, se si toglie il presidente del Senato Franco Marini, che non partecipa alle votazioni, si riduce 156.

Sull'altro versante della barricata ci sono i 71 senatori di Forza Italia, i 41 di An, i 29 dell'Udc (escluso Follini), i 13 della Lega e i 10 di Democrazia cristiana: in totale 155 senatori cui va aggiunto però Marco Follini, che pur appartenendo ormai al gruppo misto, si è detto contrario ad uscire dall'ambito del centrodestra. La situazione quindi sarebbe di sostanziale parità: 156 voti per la maggioranza e 156 voti per l'opposizione. Ma il pareggio si trasformerebbe in favore dell'opposizione se Rossi decidesse di votare no. C'è da dire però che rimangono fuori da questo conteggio, oltre a Marini, due senatori del gruppo misto, battitori liberi, Sergio De Gregorio, che ha fondato il Movimento italiani nel mondo, e Luigi Pallaro, oltre naturalmente ai 7 senatori a vita.

Che dio ce la mandi buona...



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Arte e calcio ovvero l'arte del calcio
post pubblicato in ..., il 20 ottobre 2006


http://video.libero.it/app/play/index.html?id=650d934a95641192511fcc8caa7c2821

Si chiama "Aurelio". Brevettato da Rodrigo Taddei...



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Il quadro della situazione - La Finanziaria
post pubblicato in ..., il 19 ottobre 2006


Prodi sta scaldando gli animi dei disonesti più che degli onesti. Per la prima volta la mentalità italiana del "tanto paga il mio prossimo e io no" viene messa in discussione e presa di mira. Dura a morire, soprattutto al sud, sta dando a Berlusconi modo di unire sotto le sue menzogne e la sua recita continua, gran parte del popolo che vive ogni giorno senza pagare un soldo, soprattutto se ne ha tanti. La finanziaria è e sarà ancora sottoposta a modifiche con le varie parti interessate. Stiamo ancora alla prima fase e tanto verrà cambiato. Solo i ricchi piangeranno infine e figuriamoci se la faranno passare liscia a un capo del Governo Robin Hood. Spero che il populismo becero e cazzarone non prevalga sul buon senso e non si appecori di nuovo dietro al pifferaio imbroglione. Piuttosto si critichi in modo propositivo e ciò che è mutabile muterà, ma sempre tenendo conto degli interessi dei più deboli. E' davvero ora che i ricchi piangano! Non è possibile che l'aristocrazia continui a comandare sotto le forme mascherate di classi imprenditoriali non disposte ad abbandonare i gioielli e che comandi ancora gente di mafia, di camorra e di chiesa senza vero Cristo dentro . Il popolo dovrebbe incazzarsi per le ingiustizie e non per il vociferare mediatico. Finché continuo a sentire gente che dice "hai visto? Ha detto la televisione che...!" non ci siamo proprio. E a Latina pare che tutti confondano i reality con la realtà! Abbocchiamo di continuo, ma i mezzi di informazione sono ancora quasi tutti in mano al Berlusca (ancora un 80%, editoria compresa e mi pare peggio che in uno stato dittatoriale comunista!) La pericolosità dell'uomo attore Berlusconi, sta proprio nell'abilità di seguire la corrente degli ignoranti e focosi nulla facenti italici, anzi li paga pure per fischiare Prodi. Stiamo messi proprio bene. Ci pensi Dio!

Rosa Manauzzi

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E voi cosa ne pensate?



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Roma = Storia del Parco della Caffarella
post pubblicato in ..., il 17 ottobre 2006


La Valle della Caffarella (339 ha.) comprende un'area tra le mura Aureliane, la Via Latina e la Via dell'Almone e costituisce la prima parte del Parco dell'Appia Antica esteso per circa 2500 ha. Il toponimo Caffarella, esteso all'intera valle dell'Almone, deriva dal nome della principale tenuta storica riconosciuta nella zona. Nell'area, che in epoca antica era caratterizzata da residenze extraurbane, si conservano, in un suggestivo paesaggio agricolo, numerosi resti di ninfei, di sepolcri e di un tempio. La torre inglobata nel casale Gualtieri, la "torre Valca" sull'Almone, la stessa chiesa di S. Urbano e i resti sparsi di impianti idraulici, testimoniano la frequentazione della Valle in etr medioevale, mentre il processo di formazione della tenuta, a seguito di aggregazioni successive di singoli appezzamenti sembra concluso nel 1547 quando, sulla mappa di Eufrosino della Volpaia, il casale della tenuta viene indicato come "vigna dei Caffarelli". Dal Catasto Alessandrino (1660) il territorio appare suddiviso in tenute attorno alle quali si sviluppa un sistema di vigne e terreni coltivati e generalmente serviti da casali ancora esistenti. Nel 1816 la tenuta viene acquisita dalla famiglia Torlonia.

 

Aspetti urbanistici

La prima ipotesi di realizzazione di un parco archeologico nel comprensorio dell'Appia Antica, alle cui vicende urbanistiche c strettamente legata la storia della valla della Caffarella, risale agli inizi dell'800 e venne attuata con l'esproprio di  una fascia lungo la via Appia e la sistemazione della passeggiata archeologica ad opera del Canina. Se il Piano Regolatore del 1965, a seguito delle accese battaglie condotte da Italia Nostra e dall'I.N.U. (che si opponevano all'edificazione massiccia prevista dal Piano Paesistico nel 1960) vincoln a parco pubblico l'intero comprensorio riconoscendo la vocazione naturale di questa eccezionale porzione dell'Agro Romano. I procedimenti espropriativi avviati dal Consiglio Comunale negli anni '70 cose come altri provvedimenti dell'Amministrazione Comunale riguardanti l'acquisizione delle aree e la sistemazione del Parco non ebbero seguito. Con la Legge Regionale n.66 del 10.11.88, viene istituito iI Parco Regionale Suburbano dell'Appia Antica e viene affidata la sua realizzazione e gestione ad un'azienda consortile costituita nel 1992.




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Sul botto in Metro
post pubblicato in ..., il 17 ottobre 2006


<B>Roma, sotto la galleria della metropolitana</B> 

Guardate un po' che botta!!!
Come avrà fatto il conducente a sopravvivere?
Che testa dura!!! :-)

Quello che non capisco è perché il conducente non abbia frenato.
Il treno è passato col rosso, ok, ma perché lui non ha frenato quando ha visto che c'era un convoglio fermo?

 


Un malore?
Non voglio pensare a un tentativo di suicidio.

Nel 2006 non si può morire in Metropolitana così.



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Meteoriti in vista?
post pubblicato in ..., il 14 ottobre 2006




Frosinone, 10:59

MISTERIOSA PALLA DI FUOCO ILLUMINA CIELO DELLA CIOCIARIA

Una palla di fuoco enorme e incandescente e' stata avvistata nella tarda serata di ieri sul cielo della ciociaria. Da Cassino a Castro dei Volci, da Amaseno ad Atina decine sono state le persone, automobilisti e semplici cittadini, che hanno tempestato di chiamate il centralino dei Carabinieri, della Polizia e dei Vigili del fuoco. La cosa singolare, pero', e' che sui monti, sulle colline e nelle zone di pianura non sono state rinvenute tracce dell'enorme palla di fuoco. Non e' da escludere che possa trattarsi di un piccolo meteorite disintegratasi prima dell'impatto con il suolo. Della vicenda ora si stanno occupando gli esperti dell'Istituto Geologico di Roma.

Non avevamo già abbastanza problemi?




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post pubblicato in ..., il 11 ottobre 2006


Ecco il sito ufficiale del Vaticano =

http://www.vatican.va/phome_it.htm

Gli hackers di Al Quaeda hanno minacciato di attaccarlo questa sera...
una minaccia dal valore simbolico molto grave, da condannare in toto.



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Sta per esplodere il problema giovani
post pubblicato in ..., il 9 ottobre 2006


Giovani, per il lavoro anche lontani da casa
Sette ragazzi su dieci sono pronti a lasciare il comune di residenza pur di trovare un impiego. Molti sono disposti anche a lasciare l’Italia e l’Europa. I risultati di un’indagine della Sapienza di Roma sui giovani italiani tra 20 e 34 anni. TABELLA: dove sono disposti a lavorare. CAMBIARE CITTA': le ragioni. L’ESPERTO: "Si deve risolvere il problema dell’alloggio". LAUREATI OCCUPATI: quanti km lontani da casa. BLOG: racconta la tua esperienza

di FEDERICO PACE

Eppur si muovono. Pur di entrare nel mondo del lavoro, i ragazzi italiani che cercano lavoro sono pronti a cambiare città o nazione. A dispetto della convinzione di chi li vuole poco disposti a lasciare la propria città di origine, a dispetto di chi li vede legati in maniera eccessiva alla propria famiglia. Basta ascoltare le loro storie per capire che, da qualche anno a questa parte, qualcosa è cambiato davvero.

L’evidenza delle mutate propensioni dei ragazzi e delle ragazze arriva dall’indagine "Giovani e mercato del lavoro" realizzata dal dipartimento di scienze demografiche della Sapienza di Roma, insieme all’Isfol, che ha ascoltato i giovani (con questionari e interviste) di un’età compresa tra i 20 e i 34 anni di grandi e piccoli comuni italiani.

"Quando io e i miei collaboratori abbiamo costruito il questionario - ci ha detto Antonio Golini (leggi l'intervista integrale), docente di Demografia della Sapienza di Roma e coordinatore dell’indagine a cui hanno partecipato per la parte sulla mobilità Paola Vittori, Raffaella Iacoucci, Cristiano Marini e Cecilia Reynaud - avevamo in testa l’idea che da parte dei giovani ci fosse poca propensione a spostarsi. Poi quando abbiamo visto i risultati ci siamo accorti che le cose non stanno così. Quelli che non vogliono spostarsi e vogliono un lavoro esclusivamente nel proprio comune sono solo il 28%. Questo vuole dire che il 72 per cento è disposto a muoversi. E’ un buon segno sia a livello individuale sia a livello collettivo."

Tra questi giovani pronti a "migrare" e a mettersi in gioco, quelli disposti a muoversi anche fuori dai confini nazionali sono quasi un quarto delle ragazze e dei ragazzi che cercano lavoro (vedi tabella). Il 21,9 per cento di loro sarebbe disposto a muoversi in un comune diverso da quello in cui vive pur di rientrare nel fine settimana. Il 44,6 è pronto a lavorare in un’altra città ma a condizione di rientrare in serata. Il 31,5 per cento è disposto ad accettare un impiego ovunque in Italia senza porsi alcun vincolo.

Se si analizzano le differenze di genere, ci si accorge che sono soprattutto i ragazzi, più delle ragazze, a mostrarsi propensi a lasciare la propria città d’origine. Quanto alle ragioni, è soprattutto per la retribuzione ma anche per cercare di raggiungere maggiore stabilità e sicurezza del lavoro o anche per avere accesso a migliori opportunità di carriera (vedi tabella).

Seppure è vero che la disponibilità a muoversi, a lasciare la propria città, è da accogliere come un elemento positivo che rende più agevole l’incontro della domanda e dell’offerta di lavoro, allo stesso tempo però è anche il segno di un disagio nei confronti del mondo delle imprese che con crescente difficoltà paiono in grado di offrire ai giovani qualcosa senza che questi ultimi vengano chiamati a sostenere sacrifici in prima persona. Tanto che tra i giovani che già lavorano, la gran parte di loro non è disposta a un cambiamento di città mentre il 6,1% lo farebbe per necessità e il 2,3% per scelta. Soprattutto perché legati al proprio territorio. Mentre per le donne già occupate, le motivazioni rimandano soprattutto ai legami familiari (vedi tabella).

Dai dati dell’indagine si ricava che solo il 43 per cento degli "under 34" lavora con un regolare rapporto di lavoro mentre il restante si redistribuisce tra chi ha svolge un lavoro autonomo (il 18%), chi lavora ma senza un regolare rapporto di lavoro (il 6%), chi sta seguendo un corso di formazione (l’8%), chi cerca un impiego (il 14%) e chi non cerca neppure un impiego (il 18%).

In questi ultimi anni molti giovani, spesso laureati e di alto profilo, stanno sperimentando una specie di emigrazione forzosa determinata dalla necessità di trovare un impiego. Vicino o lontano che sia. Per qualcuno sembra che il lavoro sia più "lontano" di altri. Si vedano ad esempio i dati di AlmaLaurea relativi ai laureati che hanno trovato impiego. Al Nord il 94% dei laureati ha trovato un impiego nella stessa provincia in cui ha studiato mentre riesce a fare lo stesso solo il 65% dei neolaureati del Mezzogiorno (vedi tabella). Più stanziali dei giovani del Sud sono anche i laureati delle regioni del Centro Italia (l’86%). Senza dire che in media un laureato del Nord e del Centro trova un impiego a circa 30-40 chilometri dal centro di residenza mentre un laurerato del Mezzogiorno deve spostarsi mediamente di oltre duecento chilometri (vedi tabella). Secondo i dati della Svimez, negli ultimi cinque anni più di duecentomila giovani tra i venti e i trenta anni sono partiti dalle regioni del Sud con una crescente quota di donne.

Spesso quindi si tratta di una mobilità difficile e complessa da gestire e sostenere. Anche perché non si tratta quasi mai di brevi periodi ma di un tempo che può arrivare a diversi anni. Quali potrebbero essere gli strumenti da utilizzare per favorire una maggiore mobilità territoriale tra i giovani? "La chiave di volta è l’alloggio - ci ha detto Golini - Io frequentando l’università non posso non fare caso a quelle centinaia di fogliettini che offrono un posto letto. A prezzi che non si sa come un giovane possa sostenere. Un posto letto in camera doppia costa 300-350 euro al mese. Se non si risolve prima di tutto il costo dell’alloggio credo che si potrà difficilmente vedere un incremento significativo della mobilità ‘volontaria’."

TABELLA:
Dove sono disposti a lavorare

CAMBIARE CITTA':
le ragioni

L’ESPERTO:
"Si deve risolvere il problema dell’alloggio"

LAUREATI OCCUPATI
Quanti km lontani da casa

BLOG:
Racconta la tua esperienza




permalink | inviato da il 9/10/2006 alle 13:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Occhio a dove mettete i piedi
post pubblicato in ..., il 9 ottobre 2006


http://video.libero.it/app/play/index.html?id=1ef3d6d5ee7a5f94013478b3793c6d0f



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