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Riflessioni sulla nobile figura di Giacomo Leopardi
post pubblicato in Diario, il 19 agosto 2010


 

Nessuno ci ha insegnato ad amare profondamente la vita, in ogni sua sfaccettatura, come Leopardi, un vero genio della parola, un uomo coltissimo (pochi se lo ricordano, tutti a soffermarsi sui suoi malanni).

Se non avete capito che le opere del Leopardi sono un inno -indiretto - alla bellezza del creato e un'esaltazione (seppure sublimata nell'arte) della gioia di stare al mondo, non avete saputo scavare nel cuore della poetica dell'illustre recanatese.

Noi che desideriamo impegnarci nella scrittura dovremmo recarci sulla sua tomba una volta al mese, per rendergli omaggio e riflettere sulla misera condizione attuale della letteratura italiana...

Scrivere che Leopardi era depresso è come scrivere che Pasolini era gay. Significa banalizzare, fare del qualunquismo, spostare l'attenzione dal tema principale. Fare come Mourinho.

No, io non ci sto.

Leopardi aveva due palle come cocomeri, altro che depresso.
E infatti l'assegno dello Stella se l'è giustamente fatto scivolare addosso schifato, da vero signore.

Sono questi i cittadini che ci rendono fieri di essere italiani.
Sono questi i cittadini-letterati-liberi pensatori che andrebbero lungamente celebrati da maratone televisive, altro che personaggi come Cossiga...

Contro la spersonalizzazione... viva l'individualità
post pubblicato in Diario, il 8 luglio 2010


Vi siete mai chieste perché alcune donne vissute in epoche ormai passate siano ricordate ancora oggi per la loro bellezza “eterna” e “irraggiungibile”?
Avete mai provato a domandarvi cosa avessero di fuori dalla norma dell’epoca Elena di Troia, Cleopatra, o ancora più in là Nefertiti?
Erano semplicemente diverse e particolari rispetto alle altre.
La bellezza, oggi come allora, era ricercata attraverso gli eventi del periodo storico cui apparteneva. Da sempre, infatti, il canone di bellezza cambia di anno in anno,

di secolo in secolo… di epoca in epoca. Non è, quindi, solo un fatto oggettivo come molti dicono. La bellezza è soggettiva. Da noi va il canone stile modella, in altre

parti del mondo stile pin up, in altre ancora stile giunonico… ma allora qual è la vera bellezza? Quella autentica?
La vera bellezza non sta nella perfezione che è indiscutibile, ma pur sempre piatta.
La bellezza sta nell’essere particolari, nell’essere fuori dalla norma. Nell’essere indipendenti e personali nel modo di porsi al mondo. Non per forza assomigliare a una

diva del momento significa essere al top. Una persona comune più essere mille volte più bella di una strapagata attrice di Hollywood! Per questo non bisogna

aggrapparsi a stereotipi e accettarsi come si è, bianche, nere, more, bionde, rosse, magre o pienotte… e soprattutto non ridurci tutte a cloni. Stesso taglio di capelli,

stesso stile, stesso trucco… basta! Noi donne siamo belle in qualunque modo siamo… per il semplice fatto che la bellezza è data dall’occhio di chi ci guarda. E non

bisogna piangersi addosso se a qualcuno non si piace… tutti non possono piacere a tutti!!!! E allora non ridicolizziamoci in un gregge omologato, spersonalizzato e

ripetitivo! Siamo belle, intelligenti e forti… il mondo è nostro e anche la nostra vita. Riprendiamoci tutto e rendiamolo nostro dal profondo, e non dal profondo dei

luoghi comuni. Essere uno stereotipo ci riduce in tante bamboline senza carattere! Tiriamo invece fuori quelle che siamo in realtà… perché la bellezza del mondo sta

proprio nella sua varietà!

Francesca Lulleri

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